Comune di Borgoricco

Storia del comune

Caratteristica dei territorio di questo comune è la sua suddivisione regolare: le strade diritte e lunghe si intersecano disegnando una scacchiera che nonostante il trascorrere di secoli ha mantenuto l'originalità romana del famoso "graticolato". IL terreno veniva diviso in "centurie", quadrati di circa 710 metri di lato da ripartire in poderi destinati ai coloni e Borgoricco è nel cuore della zona centuriata a nord- est di Padova, il cui tracciato è perfettamente conservato.
Anche il toponimo è di origine latina: "burgus" castello, torre, mentre "richo" ha qui il significato di "dominante" per l'importanza dell'insediamento romano.
"Qualcuno sostiene invece che il paese abbia preso il nome dai Conti Burgo Richo".
L’arrivo dei coloni (favorito dall'imperatore Ottaviano con la centuriazione) trovò che il territorio era in parte popolato da piccoli gruppi dediti alla caccia, alla pesca e a una agricoltura primitiva; il terreno restituisce ora sia manufatti di queste genti che testimonianze romane: ogni oggetto viene raccolto e catalogato dal museo locale.

I manoscritti più antichi parlano invece delle chiese e dei castelli di epoca medioevale. In una donazione dei 1085 è nominata la chiesa di S. Leonardo, la cui fama di santo taumaturgo si era diffusa agli inizi dello stesso secolo; il testamento di Speronella del 1192, con la precedente, ricorda la chiesa di S. Eufemia e l'oratorio di S. Nicolò in Favariego. La nobildonna apparteneva alla ricchissima famiglia Dalesmanini che possedeva estese proprietà nella zona, è documentato che in località Castellaro sorgeva una loro residenza fortificata, protetta da fossato con due ponti, della quale ora rimane traccia solo nel toponimo.

Come già ricordato, la parrocchiale di Borgoricco è dedicata a S. Leonardo; l'attuale edificio venne costruito nel 1772 a una sola navata, ha un bel pulpito di legno con profili dorati, cinque altari in marmi policromi, due in stile neoclassico edificati a metà dell'Ottocento con pale eseguite dal veneziano Sebastiano Santi, il soffitto affrescato da G.B. Canal rappresenta Maria assunta in cielo, con corteggio di santi e angeli.

Di notevole interesse è il settecentesco Palazzo Calbo ora Bressanin, con l'oratorio dedicato alla Madonna del Carmine e un giardino romantico della seconda metà dell'Ottocento, ricco di alberi secolari.

Da notare in via Straelle l'oratorio del Rosario, con una meridiana datata 1684.

L’ arcipretale di S. Eufemia, che ha dato il nome al borgo omonimo, era antica pieve dalla quale dipendeva tra le altre anche la chiesa di S. Leonardo; riedificata nel 1946, presenta un'unica navata e conserva un fonte battesimale in marmo raffinata esecuzione datato 1490, tre pale d'altare di notevole valore artistico.

In località Favariego sorge l'oratorio di S.Nicolò; è di antichissima costruzione, nei muri laterali è stato usato materiale di recupero romano e si trova su di una piccola altura circondata da un fossato, come erano i primi luoghi di culto. All'interno si conservano due affreschi trecenteschi (S.Nicolò e S. Cristoforo).

La parrocchiale di San Michele delle Badesse è dedicata a S. Michele Arcangelo e viene nominata, con le altre, nel testamento di Speronella; la sua titolazione dice che è di istituzione longobarda e aveva un convento femminile; nella decima papale dei 1297 la troviamo soggetta al monastero di Santa Giustina; fu restaurata varie volte ma in questo secolo l'aumento della popolazione fece sentire la necessità di una chiesa più ampia che venne inaugurata nel 1957.

La contrada di San Giuliano ha preso il nome da un antico ospedale trecentesco, per l'assistenza dei pellegrini, da secoli scomparso; ne rimane l'oratorio detto ora di san Gaetano, la cui facciata è stata sopraelevata.

Malgrado le demolizioni, sono ancora numerosi, oltre a quelli ricordati, gli oratori e le cappelle di ville patrizie scomparse, i capitelli eretti agli incroci in sostituzione dei cippi pagani, testimonianze di una fede popolare molto sentita.